Semina_Parole//Cedi la strada agli Alberi di Franco Arminio

Progetto Semina giovedì 14 dicembre alle 19.00 ospiterà il poeta Franco Arminio nel Castello di Palagianello presso il coworking "OpenStories".
Nell'ambito di SEMINA_PAROLE, a cura dell'attrice Erika Grillo, dialogheremo con il poeta a partire dalla sua opera "Cedi la strada agli Alberi"- Poesie d'amore

e di terra.

La parola d'ordine è "esserci" per contribuire a un racconto corale insieme ai tanti ospiti della serata.

Scrittore e documentarista Franco Arminio è stato spesso definito (e lui stesso si definisce) “paesologo”, perché sia in qualità di autore che di ideatore e curatore della Casa della Paesologia a Trevico e del festival “La luna e i calanchi” ad Aliano (MT), tutta la sua opera è permeata da una profonda passione, vissuta in prima persona in Irpinia (dove è nato e vive), per la dimensione paesana, per la natura che avvolge e scandisce i ritmi, per l’immediatezza del rapporto quotidiano con la vita e con la morte, per il paesaggio come un corpo femminile, e viceversa.

“Cedi la strada agli alberi” (Chiarelettere, 2017), sottotitolo: “Poesie d’amore e di terra“. Il titolo è un’esortazione rivolta agli uomini e alle donne di oggi, che hanno dimenticato chi sono, qual è il loro posto nel mondo, quale funzione devono svolgere nel luogo in cui si trovano, il luogo che, come scrive Martin Buber è stato loro affidato. Quando uno scrittore legge un poeta e ne scrive, accade qualcosa di straordinario, perché sembra riabilitare la funzione stessa della poesia, che da sempre, fin dai tempi più remoti, scruta la condizione umana, gli dà un senso, anche là dove qualsiasi senso sembra perduto: “Abbiamo bisogno di contadini,/ di poeti, di gente che sa fare il pane,/ che ama gli alberi e riconosce il vento” scrive Arminio in uno dei suoi testi più riuscito. Il poeta sa che prima di morire tutti hanno diritto a un attimo di bene, ma che il bene va conquistato anche a rischio di annegare.

Roberto Saviano ha definito Franco Arminio «uno dei poeti più importanti di questo paese, il migliore che abbia mai raccontato il terremoto e ciò che ha generato».

Le sue pubblicazioni spaziano dalla prosa alla poesia – si ricordano, tra gli altri, Vento forte tra Lacedonia e Candela (Laterza), Terracarne (Mondadori), Cartoline dai morti (Nottetempo) e Geografia commossa dell’Italia interna (Bruno Mondadori) – si occupa anche di documentari e fotografia. Come paesologo scrive, infatti, da anni sui giornali e in Rete a difesa dei piccoli paesi.

INGRESSO LIBERO
Info e prenotazioni
mail: info@bocchedelvento.it
Mobile: +39 349 3210325

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Castello di Palagianello, 74018
Palagianello
14 Dicembre , Giovedì 19:00
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