Presentazione I Figli Dello Stupore. La Beat Generation Italiana

Presentazione del progetto

I figli dello stupore
La beat generation italiana

- proiezione di un estratto del documentario di Francesco Tabarelli
- lettura di poesie dal volume curato da Alessandro Manca con accompagnamento da parte del sassofonista Stefano Tampellini

I beat (o capelloni come venivano

chiamati all’epoca) hanno rappresentato uno speciale fenomeno sociale, anticipando la sensibilità all’ecologia, all’anti-militarismo ed ai diritti umani, dando il via a molte lotte di emancipazione e alla cultura underground.
Alcuni dei ragazzi cresciuti nell’Italia in bianco e nero degli anni ‘50 scoprono attraverso Kerouac e Ginsberg un’America esplosiva.
Poesia, letteratura, musica e stili di vita furono coinvolti.

Con questo progetto vogliamo realizzare un racconto “epico” e documentario dell’underground italiano individuando gli elementi narrativi più avventurosi e trasversali: ribellione, adolescenza, ricerca spirituale, viaggio. E poesia.

Un documentario e un volume che ci riportano a quegli anni.
Un progetto che farà sicuramente parlare di sé…
La serata sarà dedicata ad una lettura di poesia della seconda metà degli anni ’60. Poesie scritte da ragazzi che cercavano ostinatamente un senso liberatorio e un rifugio contro la società che li opprimeva nei suoi costumi e nelle sue feroci imposizioni.
Uomini che sentirono perciò il desiderio inconscio di scappare, di trovare un nuovo stile di vita ovunque si potessero trovare. Cosmopoliti universali, sono grandi sognatori e fedeli discepoli della strada, metafora del percorso vitale che ciascuno può intraprendere, oltre che talentuosi scopritori dell’animo umano. Furono catapultati in un universo di bisogni, sensazioni e desideri inedito.
Poesie e immaginari legati a doppio filo agli incontri carnali e frenetici, che hanno portato a scritti che sviscerano tutto ciò che la mente racchiudeva.
A noi rimane traccia di quel richiamo alla vita libera e alla consapevolezza dell’istante.

“Li univa non la conoscenza della scena americana o una qualche ideologia specifica, quanto l’asfissìa per il sistema di vita nostrano, il desiderio di verità, di espressione, di pace, l’antimilitarismo, il rifiuto del consumismo e delle mode, l’anarchismo. La parola d’ordine dal 1964 al 1966 fu ‘Non contate su di noi’” (Gianni Milano).


La estrema risposta che alcuni diedero al Sistema nella seconda metà degli anni sessanta, escludendo, in Italia, il Movimento studentesco che si muoveva su linee prevedibili, rigide e confessionali, era figlia di una società che allettava poco, che stabiliva rapporti con i suoi membri a muso duro. Repressione, illusione, mistificazione, conformismo. I giovani che fecero scelte, a volte ingenue e pericolose, di rifiuto dell’allora nascente Villaggio globale, miravano a divenire santi, persone integrali, non ingranaggi integrati. Tale aggettivo era considerato un insulto…

Gianni Milano




Con l’autore del documentario e il curatore del volume

Francesco Tabarelli (Trento, 1975)
Si diploma nel 1999 alla scuola di documentario Zelig di Bolzano. Dal 1999 è montatore di programmi televisivi e
documentari, è regista di film documentari e compositore di musiche per film documentari.
Dal 2001 condivide la sua strada con la Sirio Film di Trento.

Alessandro Manca (Lecco, 1985).
Laureato in Lettere Moderne con una tesi dedicata a ‘Un Weekend Postmoderno’ di Pier Vittorio Tondelli, appassionato e di poesia e letteratura. Da anni studioso e lettore del movimento underground di poesia in Italia degli anni ’60 e della Beat Generation americana. Scrive poesie e ricerca nelle trasformazioni alchemiche della ‘parola’ nel corso della storia.


Con la partecipazione di

Gianni De Martino (Angri, 1947)
Giornalista e scrittore italiano. Nel 1967 ha frequentato a Milano i fondatori della rivista “Mondo Beat“, di cui è stato caporedattore e curatore dell’ultimo numero per Giangiacomo Feltrinelli editore.
Dopo aver viaggiato per alcuni anni tra il Marocco e l’India, ha esordito nella narrativa con Hotel Oasis (Arnoldo Mondadori Editore 1988).
Dagli anni sessanta svolge l’attività di giornalista e saggista.
Vive e lavora a Milano.


Stefano Tampellini

inizia a studiare privatamente nel ’76 a Lecco. Nel ’78 il primo impegno nella Lecco Jazz Orchestra diretta dal m° Todeschini.
Nell’83 inizia la collaborazione con Gunter Sommer e Connie Bauer che porterà alla partecipazione di diverse edizioni del festival di Clusone nell’86, nel ’94 e nel 95.
Nel ’94 in particolare con Honga un progetto di sonorizzazione dell’ambiente (il paese di Clusone) diretto da Maurizio Vitali, basato sul repertorio dei musicisti sudafricani del gruppo Blue Notes, vale a dire Dudu Pukwana, Abdullah Ibrahim, Mongezi Feza, Chris McGregor ecc.

Negli anni ’90 iniziano anche le collaborazioni con Michel Doneda, Alain Joule, Martine Altenburger e Barre Phillips.

Proprio con Barre Phillips partecipa al progetto Fete Foreign, una particolare esperienza di musica improvvisata e azione scenica per un grande ensemble di musicisti (più di 20) in cui ognuno è chiamato a interpretare un personaggio caratterizzato visivamente e musicalmente.

Nella seconda metà degli anni ’90 avviene la collaborazione com Tim Hodgkinson e Ken Hyder , nell’ambito del loro progetto “Spirit Music” che porterà alla formazione del gruppo Fanfararara.

In ambito italiano ha partecipato a orchestre e progetti di Giancarlo Locatelli, Massimo Falascone e Filippo Monico, Edoardo Marraffa, Lello Colombo, Salvatore Panu ecc.

Per quanto riguarda il jazz mainstream, sempre negli stessi anni è attivo in svariate formazioni (4tet, trio ecc) tra cui la Groove Big Band di Milano diretta da Pino Chinnici e che riuniva diversi musicisti della Civica Jazz di Milano (Francesco Bianchi, Rudi Manzoli, Luca Cacucciolo, Alessandro Sabina ecc.)

Ha collaborato a “Radeau de la Musique” gruppo del cantautore Sauro Giussani (premio De Andrè nel ’03) e al suo spettacolo del racconto musicato “I due volti della Montagna”.


E’ socio fondatore di “Bassa Definizione” , un’associazione tra musicisti per l’autoorganizzazione di concerti (sito internet in costruzione).

È socio fondatore del CEPI (Centre Européen Pour l’Improvisation) a Puget-Ville, centro studi sull’improvvisazione in diversi ambiti sia artistici che della vita sociale ed economica, soto la guida di Barre Phillips.

▼ Mostra Più Informazioni

Via Aldo Moro, 29, 23879
Verderio
04 Febbraio , Domenica 18:00
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