Foibe?! - Falsità storiche e numeri gonfiati

FOIBE?!
FALSITA' STORICHE E NUMERI GONFIATI
Quante e chi sono state realmente le vittime?
Quale legame c'è stato tra le foibe e la violenza fascista?

Ne parleremo sabato 17 febbraio alle ore 18.00 a Desenzano alla Casa dei Popoli Thomas Sankara. Avremo come ospite Sandi Volk, storico triestino, laureato

in Storia Contemporanea presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Trieste, dove ha conseguito il master e il dottorato in storia contemporanea presso la facoltà di Filosofia dell’università di Lubiana.
Sandi Volk si occupa di storia contemporanea dei territori del confine italo-sloveno-croato, in particolare dei trasferimenti di popolazione dai territori di confine e del loro reinsediamento nel periodo seguente all’autunno del 1943 e fino agli anni sessanta-settanta.

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Ogni anno, dal 2004 a questa parte, la Repubblica Italiana nata dalla Resistenza celebra il 10 febbraio come “Giorno del Ricordo”, in memoria di quelle che sarebbero state le “vittime innocenti” del “violento espansionismo slavo”.

Fu il gerarca nazista Goebbels a dire che quando una bugia continua ad essere ripetuta finisce per diventare verità ed è proprio ciò che è accaduto. Il racconto annuale delle foibe ha l’intento celato ( in realtà neanche troppo) di voler delegittimare il marxismo e tutta la storia del movimento operaio, equiparandolo al fascismo. Si liquidano acriticamente le ideologie novecentesche come estremiste e quindi antidemocratiche, creando il mito della Jugoslavia cattiva e razzista, che avrebbe voluto cancellare l’italianità dell’Istria e della Dalmazia. Si mettono sulle stesso piano due pensieri e movimenti politici antiteci nelle idee e nello scenario della storia.

Ci sono state, questo va detto per onore della verità, persone innocenti che nulla avevano a che fare con il nazifascismo e che sono state vittime delle circostanze. Un fatto che non va minimizzato, tuttavia è antistorico e falso parlare di una volontà genocida da parte del governo jugoslavo.

Svariati furono i motivi che spinsero migliaia di persone di etnia italiana a lasciare l’Istria ( il cosiddetto “esodo”): la volontà di rimanere cittadini italiani e non jugoslavi, la lontananza ideologica dal marxismo-leninismo, oppure la consapevolezza di essersi macchiati di crimini di guerra nei confronti della popolazione civile, slava o italiana che fosse ecc… Di sicuro le motivazioni non furono causate da odio etnico.

La Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, nei suoi 40 e più anni di esistenza, fu un modello di democrazia socialista, una federazione di repubbliche dove convivevano persone di etnia Croata, Serba, Bosniaca, Montenegrina, Albanese, Italiana, Rom e Sindi tutte con uguali diritti di rappresentanza nel parlamento federale uniti nello spirito dell’Unità e della Fratellanza (Bratstvo i Jenitsvo in lingua serbo-croata, che era anche il motto ufficiale della nazione) . Questo almeno fino a che questa nazione fu guidata da Josip Broz, detto Tito, comandante partigiano e leader del paese.

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via Bagatta 7, 25015
Desenzano del Garda
17 Febbraio , Sabato 18:00
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