Domenica 4 Marzo Musei gratis a Brescia

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Rocca Scaligera di Sirmione

Il castello scaligero di Sirmione è una rocca di epoca scaligera, unico punto d'accesso al centro storico di Sirmione. Si tratta di uno fra i più completi e meglio conservati castelli d'Italia, oltre che raro esempio di fortificazione lacustre.

Il castello è bagnato su tutti i lati dalle acque del lago di Garda, e su uno di questi lati è stata realizzata, poco dopo la costruzione del castello, la darsena, che un tempo rappresentava il luogo di rifugio della flotta scaligera.

All'interno dell'ampio portico interno del castello è stato allestito un lapidario romano e medievale, oltre che una breve mostra in cui su alcuni pannelli sono riportate le informazioni più importanti sulla rocca. Si può accedere inoltre ai camminamenti di ronda delle mura e, tramite delle rampe di scale in legno restaurante recentemente, si può giungere fino in cima al mastio, la torre più alta della fortezza.

domenica ore 8,30 -13,30
(ultimo ingresso ore 13,00)

La Rocca Scaligera si trova in piazza Castello, 34 – 25019 Sirmione (BS)

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Grotte di Catullo.


Domenica e festivi: 8.30-14.00

Il Museo archeologico di Sirmione, sito all'interno dell'area archeologica, è stato aperto al pubblico nel giugno 1999 in sostituzione del precedente piccolo Antiquarium per offrire alla pubblica fruizione un numero maggiore di reperti rinvenuti nell'area archeologica delle Grotte di Catullo.
Il Museo, che si configura come un supporto alla visita della villa romana e degli altri resti monumentali conservati a Sirmione, raccoglie le testimonianze della storia più antica della cittadina, dagli oggetti recuperati nelle palafitte sommerse lungo le coste della penisola (San Francesco, Maraschina, Porto Galeazzi, Lugana Vecchia) a quelli rinvenuti nei numerosi scavi di età romana e medievale fra cui, per importanza, si distinguono quelli relativi al grandioso edificio romano di Via Antiche Mura, alle chiese di San Pietro in Mavinas e San Salvatore nonché alla necropoli longobarda del colle di Cortine.

Fra i materiali provenienti dalle Grotte di Catullo spiccano gli splendidi frammenti della decorazione ad affresco che arricchiva gli ambienti residenziali della villa.
Inquadrabili nel cosiddetto III stile pompeiano, caratterizzato dalla presenza di aeree e fantasiose architettture che suddividono e riorganizzano lo spazio delle pareti e dal frequente inserimento di quadretti paesaggistici, figure, candelabri vegetali e motivi fantastici, questi pezzi ci restituiscono l'immagine di una dimora raffinata e policroma.
Attirano l'attenzione anche i raffinati stucchi e i frammenti della decorazione architettonica (basi, colonne e capitelli) che scandiva la struttura.

Oltre ai materiali da Sirmione, sono presenti anche reperti ritrovati in altri insediamenti situati presso il lago di Garda, così da offrire al visitatore un panorama più generale del territorio.
Si segnalano in particolare il corredo della tomba cenomane rinvenuta a Lonato e i materiali dalle ville romane di Toscolano Maderno e Desenzano-Faustinella.

Area archeologica delle Grotte di Catullo e Museo di Sirmione
Piazzale Orti Manara 4
25019 Sirmione (BS)

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Le Fornaci Romane di Lonato del Garda

Un sito archeologico unico nel suo genere: una Fornace Romana datata al I-II secolo d.C., posta nel basso lago di Garda, a metà strada tra Brixia e Verona.

E' una delle sei fornaci di un vasto complesso artigianale per la produzione di laterizi necessari nella prima fase della romanizzazione del Garda.
Argilla, acqua e legname: tre elementi necessari per l'esistenza di questo complesso artigianale, sicuramente presenti nell'area dell'anfiteatro morenico del Garda, elementi tanto importanti che ancora nel XIV secolo, in quest'area, una fornace produceva sempre e ancora laterizi.

DALLE ORE 10.00 ALLE ORE 12.00 e DALLE ORE 14.30 ALLE ORE 17.00


Via Mantova 54
25017 LONATO DEL GARDA (Brescia)

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Parco Archeologico
Disegno ricostruttivo del teatro e dell'anfiteatro
Il Teatro fu scoperto nel 1973. Gli scavi hanno evidenziato come l'edificio sia stato costruito con un grandioso sistema di terrazzamento della collina, in un luogo in precedenza occupato da una ricca abitazione, smantellata per fare posto all'edificio pubblico dopo la metà del I sec. d.C. La parte oggi visibile è costituita dai lunghi muri paralleli della porticus post scaenam, vale a dire del porticato retrostante la scena, destinato a luogo di passeggio per gli spettatori nelle pause tra uno spettacolo e l'altro, delle due scalinate d'accesso laterali e dell'ingresso del lato destro.

L'anfiteatro si trova in stretta vicinanza al teatro e fu scoperto casualmente ed inaspettatamente nel 1984 durante i primi lavori di scavo del teatro. L'allineamento dei due edifici risponde ad un unico progetto e li integra in maniera armonica nella griglia regolare della città. Dell'edificio sono conservati la struttura ellettica perimetrale, la tribuna destinata agli spettatori più ragguardevoli e l'ingresso (carcer) per gli animali pericolosi.

Il complesso degli edifici da spettacolo è corredato da un lungo acquedotto che attraversa tutta l'area sovrastante l'anfiteatro e che doveva in origine servire l'abitazione preesistente al teatro e in un secondo momento convogliare acqua ai due edifici da spettacolo.

Ai lati dell'anfiteatro si trovano grandi ambienti di servizio, probabilmente palestra, infermeria e caserma dei gladiatori, un piccolo edificio termale e un sacello. Quest'ultimo, adiacente all'ingresso dell'asse maggiore dell'anfiteatro, ha un alzato conservatosi in maniera straordinaria, con tracce di intonaco affrescato. La parete di fondo ha una nicchia che ospitava in origine la statua di culto, Marte, Ercole o la Fortuna, venerata dai gladiatori e pregata in modo particolare prima del pericoloso ingresso nell'arena.



Parco Archeologico del Teatro e dell'Anfiteatro

Via Tovini, 1 - Cividate Camuno
Tel. e fax +39 0364.344301
(Museo Archeologico Nazionale della Valle Camonica)

domenica: ore 9,00-13,00

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Museo Archeologico

Il Museo svolge un servizio pubblico destinato alla fruizione e alla conoscenza dei beni archeologici e ha la funzione di testimoniare il nostro passato, educando in particolare le nuove generazioni al rispetto del patrimonio storico del territorio.

All'ingresso è consultabile la guida archeologica ai percorsi del Museo e sono in visione le più recenti pubblicazioni riguardanti le scoperte archeologiche nel territorio. Sono inoltre distribuiti gratuitamente dépliants e materiali didattici.

Ingresso gratuito senza biglietto
Tempo previsto per la visita: da 30 minuti a 2 ore;
domenica: 8,30 - 14,00;

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Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri

All'interno del Parco, in un ambiente naturale dominato da castagni, abeti, betulle e carpini, attraversato dall’antico percorso di collegamento tra Paspardo e Nadro, è possibile ammirare 104 rocce con incisioni.

Naquane Roccia 1 oggiSu queste ampie superfici, di arenaria permiana di colore grigio-violaceo (Verrucano Lombardo), levigate e montonate dall’azione dei ghiacciai, gli antichi abitanti della Valle incisero immagini, reali e simboliche, tratte dalla loro vita quotidiana e dal loro mondo spirituale.

Le incisioni erano ottenute picchiettando la superficie con un percussore litico (tecnica della martellina) o, più raramente, incidendola con uno strumento a punta (incisioni filiformi).

La cronologia delle istoriazioni presenti a Naquane va dal Neolitico (IV millennio a.C.) all’età del Ferro (I millennio a.C.), epoca di particolare fioritura del fenomeno, quando la Valle era abitata dagli antichi Camunni. Non mancano incisioni di età storica, romana e moderna.

Sondaggi archeologici condotti all’interno del Parco hanno portato alla luce tracce di frequentazione del tardo Neolitico-età del Rame (III millennio a.C.).

A poche centinaia di metri a Nord del Parco, su un rilievo, si estende l’importante abitato di Dos dell’Arca, fondato nel Neolitico e perdurato fino all’avanzata età del Ferro.

Domenica e festivi: 8:30-13:30 (chiusura cassa 13:00).

Ogni prima domenica del mese l'accesso al Parco di Naquane è GRATUITO per tutti i visitatori.

Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri

Località Naquane - Capo di Ponte (Valle Camonica - BS)

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Parco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo

Parco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo_panoramica del parcoIl Parco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo è ubicato su una superficie di 8.124,71 mq, in una vallecola glaciale ai piedi di un'alta e suggestiva parete rocciosa.

E' il primo sito dell'arte rupestre camuna segnalato nel 1909 dal geografo Gualtiero Laeng per la presenza dei due straordinari massi istoriati del III millennio a.C. raffiguranti composizioni simboliche con le figure di animali, armi, antropomorfi, scene di aratura e di trasporto su carro a quattro ruote.

Recenti scavi archeologici, iniziati in occasione dell'allestimento del Parco e tuttora in corso, hanno portato alla luce, intorno ai massi, un santuario megalitico nel quale lo spazio sacro è perimetrato da un recinto murario e connotato da stele istoriate.

Il santuario, fondato nell'Età del Rame su preesistenti livelli di frequentazione del Mesolitico antico e del Neolitico, perdurò con progressive ristrutturazioni che mantennero in uso alcune delle stele del III millennio a.C., fino ad età romana tardo antica (fine IV-inizi II millennio a.C.; I millennio a.C.-IV/V sec. d.C.), quando fu disattivato dai Cristiani che in prossimità del luogo di culto e cerimoniale pagano edificarono la Pieve di S.Siro.

Il Parco, inaugurato nel 2005, si estende su una superficie di meno di 1 ha ed è facilmente percorribile in piano lungo i percorsi attrezzati: la visita dura tra la mezz'ora e l'ora.

Domenica e festivi: 8:30 - 19:00

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IL MUPRE - Il Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica

Perché un Museo Nazionale della Preistoria nella Valle dei Segni?

La sede del Museo, Villa Agostani

La Valle Camonica è famosa in tutto il mondo per il suo straordinario complesso di raffigurazioni incise sulle rocce, in gran parte risalenti alla Preistoria. Se dunque è noto al vasto pubblico il patrimonio iconografico di queste antiche popolazioni, meno conosciuti sono gli aspetti del loro vivere quotidiano, emersi solo negli ultimi 30 anni grazie a numerosi interventi di archeologia preventiva e di ricerca condotti in Valle. A queste comunità, che dall’età del Ferro saranno note come Camunni, sono riferibili vari abitati, luoghi di lavoro, di culto e sepolture.

Il Museo Nazionale della Preistoria, ospitato nell’antico edificio di Villa Agostani nel centro storico di Capo di Ponte, integra, con l’esposizione dei reperti, il patrimonio di immagini incise sulle rocce e ricompone, in un insieme inscindibile, l’espressione identitaria della Valle Camonica.

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piazza Castello, 25019
Sirmione
04 Marzo , Domenica 08:00
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